«You can't wait for inspiration, you have to go after it with a club». Jack London

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Viaggiare…Oltre

Viaggiare…Oltre

È dal 2004 che viaggio in giro per il mondo con un fotografo visionario come Marco D’Anna, è da 27 anni che la mia fantasia si è arricchita con le avventure di Corto Maltese, è da tutta la vita che navigo, cammino, sogno attraverso i libri che ho letto, dai mari di Stevenson ai fiumi di Conrad, dalla polvere di Steinbeck a quella di Cormac McCarthy, dalle ombre di Simenon al noir di Léo Malet, dalle isole di Salgari alle Avventure di Gordon Pym…

Gli “Itinerari alla Corto Maltese” che sto percorrendo in libertà con Marco D’Anna sono viaggi Oltre il luogo geografico e al di fuori dal tempo. Cerchiamo tracce delle storie di Corto, ma siamo come due Vagabondi delle Stelle per dirla alla Jack London…

CORTO MALTESE

Itinerari di viaggio

intervista a Marco Steiner a cura di Cristina Mesturini fotografie di Marco D’Anna

E’ un progetto nuovo, quello a cui Marco Steiner e Marco D’Anna stanno lavorando insieme, e che li impegnerà, inizialmente per tre anni, attraverso piste non ancora battute, scelte in base all’improvvisazione e alla imprevedibilità degli incontri. Un progetto che comprende il lavoro simbiotico tra scrittore e fotografo, un intrecciarsi di parole e immagini.

Marco Steiner è avvezzo a questo tipo di sinergie narrative: è stato il più stretto collaboratore di Hugo Pratt, per il quale ha compiuto le ricerche filologiche riguardanti le storie di Corto Maltese, e con il quale ha condiviso la passione per il viaggio, la letteratura d’avventura, la musica. Dopo la morte di Pratt, Steiner ha completato il suo libro Corte Sconta detta Arcana (Einaudi 1996) e, di recente, ha scritto due romanzi che vedono Corto Maltese tra i protagonisti: Il corvo di pietra e Oltremare (Sellerio).

Ma con questo nuovo lavoro il viaggio prattiano esce dalla dimensione dell’immaginario e si concretizza: si parte davvero. Corto Maltese non è mai stato un fine, piuttosto un tramite per realizzare qualcosa di diverso. Insieme a Marco D’Anna, Steiner passa dalla letteratura disegnata di Hugo Pratt a un racconto fotografico che non è semplice reportage di viaggio, non è nulla di puramente descrittivo, ma è stimolo per aprire nuovi spazi sui mondi della visione fantastica.

Corto Maltese. Itinerari di viaggio. Marco, com’è strutturato questo progetto?

Il senso è quello di creare itinerari di viaggio “alla maniera di Corto”, cioè in grande libertà. Sono nuove visioni possibili delle sue avventure. Come nelle storie di Pratt c’è una trama, una meta, un luogo geografico, un periodo storico, il “tesoro da cercare” nel nostro caso è un racconto, tutto il resto nasce per caso, sulla strada. Il progetto prevede dodici Itinerari che partano, arrivino o inventino “deviazioni” dalle storie di Corto Maltese. C’è voluto uno sponsor capace di sognare per lasciarci questa libertà totale di andare. Alessandro Seralvo di Cornér Banca a Lugano ha immaginato una serie di carte di credito con l’immagine di Corto, “Viaggiare leggeri” è il senso di tutto. Quando abbiamo definito il progetto la prima persona che mi è venuta in mente è stata Florenzo Ivaldi, l’imprenditore genovese che ha dato carta bianca a Hugo Pratt di viaggiare e raccontare le sue storie. Ci vuole un grande sogno per iniziare un vero viaggio.

 Raccontaci come hai conosciuto Marco D’Anna, o meglio: cosa vi ha fatto incontrare. Quali affinità avete intuito tra voi, come avete visto la possibilità di creare qualcosa insieme?

Marco D’Anna l’ho conosciuto nel più prattiano dei modi, in Etiopia, seguendo le tracce di una storia “Gli Scorpioni del Deserto”. Lui doveva documentare fotograficamente il lavoro di due giovani autori che avrebbero continuato un episodio di questa saga africana di Hugo Pratt, io seguivo il gruppo, prendevo appunti e pensavo a storie possibili. Non ci conoscevamo. Un giorno eravamo seduti vicini in un bus, dopo un po’ di silenzio, mi chiese cosa stessi scrivendo. Eravamo dalle parti del lago Assal, una distesa turchese in pieno deserto. Gli lessi alcune frasi di una storia, parlava di una carovana di sale e di un guerriero ribelle ferito che quegli sconosciuti avevano raccolto. Viaggiava con loro, lentamente guariva, e altrettanto lentamente iniziava il racconto fra quegli uomini e, senza saperlo, fra noi due. Da allora abbiamo fatto 14 viaggi in 7 anni per scrivere tutte le prefazioni alle storie di Corto Maltese in giro per il mondo.

 Lo scrittore e il fotografo. Qual è il vostro metodo di lavoro, come vi rapportate? Quali sono i vostri tempi, i vostri spazi?

I tempi e gli spazi sono quelli dell’acqua, dipendono dalle situazioni. Entriamo in un ambiente, un paesaggio, il vagone di un treno e ci adeguiamo. Di fronte a una roccia, il torrente l’aggira, quando si accentua la pendenza la corrente diventa impetuosa, in pianura scorre placido o compie larghi giri senza un vero motivo. Abbiamo una modalità “rispetto” che sentiamo dentro, quando vedo Marco interessato a soggetti da fotografare, mi faccio da parte, osservo a distanza. L’interazione fotografo-soggetto deve essere diretta, se ci fossi anch’io sarebbe un’intrusione, l’equilibrio non funzionerebbe. Io osservo, immagino, chi potrebbe essere quella persona, cosa potrebbe raccontare. Quando la cosa procede Marco mi fa un cenno e arrivo, la roccia viene lambita senza essere aggredita e lo scorrere liquido prosegue. Viaggiando ci lasciamo spazi vuoti, giornate di silenzio. Lui esce all’alba o di notte per cercare qualcosa, altre volte lo faccio io. Siamo sempre pronti ad assorbire suggestioni, immagini, un pezzetto di storia. Senza dirlo, senza cercare razionalmente, senza precisione né regolarità. Quando si sente una nota che vibra, il gioco parte da solo.

 Nella comunicazione contemporanea, la contaminazione tra visivo e scritto è sempre più intensa e presente. Nella narrazione come interagiscono tra loro i diversi linguaggi? Come giocano, tra percezione e memoria, le immagini e le parole?

Marco vorrebbe che gli raccontassi fin dall’inizio cosa sto cercando, per tarare il tema delle immagini, così il nostro dialogo s’imposta su una base di storia, c’è un accordo iniziale, una specie di tema musicale. Poi il viaggio comincia e i sensi si tendono e guidano il percorso che la mente segue. È sbagliato cercare un obiettivo ben definito, meglio lasciarsi andare come una vela spinta dalla brezza. A quel punto è la strada, l’incontro casuale, una porta chiusa, un cartello storto che suggeriscono l’itinerario da seguire e si comincia a suonare il jazz. Le immagini s’intrecciano alle parole, a volte spuntano ricordi, disegni di Pratt, frasi di Corto, uno specchio, una giostra. L’accordo iniziale risuona, poi arrivano le note nuove, la melodia cambia e tutto s’ingrana, morbido. Certe volte ci rendiamo conto a posteriori che il viaggio e la storia hanno tracciato un cerchio e la musica diventa armonia. È successo in Argentina e Cile, nell’ultimo viaggio. Guardando la cartina, alla fine del nostro percorso, avevamo tracciato un cerchio imperfetto. Non l’avevamo pianificato, ogni tappa ci ha guidato alla successiva, fra inconvenienti, scelte e casualità. Qualcuno ci ha detto che il canto di un uccello può essere un segnale per il viaggiatore, non è un suono, è la voce del bosco. La nota imprevista, il regalo del viaggio.

…continua sulla Rivista Achab…oppure venite a Milano, BookCity il 20 novembre.

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Conversazione con Marco Steiner di Elisa Mandarà

Conversazione con Marco Steiner di Elisa Mandarà

Pubblico con piacere l’intervista che ha realizzato Elisa Mandarà per il quotidiano “La Sicilia” del 19 settembre 2016. C’è Scicli e il viaggio, la terra e le nuvole, gli amici e un percorso di sogni realizzati e da realizzare ancora…

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Amerigo Vespucci e Corto Maltese: “Un viaggio oltre il tempo”

Amerigo Vespucci e Corto Maltese: “Un viaggio oltre il tempo”

È possibile navigare nel sogno e viaggiare oltre il tempo?

A me è capitato, a bordo della nave più bella del mondo, l’Amerigo Vespucci

da Messina a Trapani, dal 2 al 5 giugno del 2016

Dopo aver collaborato con Hugo Pratt e aver cercato in giro per il mondo le tracce delle avventure di Corto Maltese insieme al fotografo Marco D’Anna, dopo aver scritto due libri che raccontano la giovinezza del mitico marinaio, ho avuto l’onore di essere a bordo di questa nave da sogno.

Il mio ultimo romanzo, Oltremare (Sellerio Editore), parla di un lungo viaggio a bordo di un veliero che naviga dal Mediterraneo al sud-est asiatico, il libro è stato scelto nella terzina finale di un Premio Letterario prestigioso, quello dedicato a Emilio Salgari, uno dei grandi scrittori della Letteratura d’Avventura, uno dei miei Maestri di fantasia.

Essere realmente a bordo di un veliero come l’Amerigo Vespucci è stato come partecipare a un viaggio al di fuori dal tempo, ho rivissuto le atmosfere della grande marineria e per un po’ ho fatto parte di un equipaggio molto più grande, quello degli uomini che vivono la vera grande passione per il mare.

A bordo è nata una storia dedicata a questa nave e agli uomini che hanno avuto la fortuna di viaggiare con lei. Volevo scrivere qualcosa che raccontasse l’importanza della memoria, dell’amicizia e del rispetto per il mare e per gli uomini che s’incontrano lungo la grande rotta, perché l’Amerigo Vespucci non è soltanto una nave scuola di marineria, ma di vita.

Marco D’Anna con le sue fotografie non ha soltanto riprodotto immagini, ha cercato suggestioni che come in un sogno riescono a condurci oltre la vista e Corto Maltese è stato il giusto compagno di viaggio perché è un antieroe pronto a buttarsi in ogni genere d’avventura pur di aiutare un amico.

In tanti momenti era come fosse a bordo con noi, si sentiva la sua presenza, mentre la costa si allontanava, nel fumo di una sigaretta, nelle risate o nei silenzi dei marinai, nel vento.

Marco Steiner

cliccate sul link dopo i puntini e

Buon Viaggio

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Itinerari alla Corto: miraggi di memoria

Itinerari alla Corto: miraggi di memoria

Con Marco D’Anna abbiamo da sempre cercato di realizzare quest’idea e finalmente è arrivato lo sponsor giusto, Cornèrcard, per un semplicissimo motivo: la libertà completa nel realizzare e ideare i nostri “Itinerari alla Corto”.
La vera novità di questo progetto di «itinerari» consisterà nel fatto che nel corso di ogni viaggio realizzeremo un racconto in compagnia di Corto perché c’è un mondo bellissimo che si può ricercare o inventare partendo dalle storie del marinaio di Pratt. Marco D’Anna con le sue fotografie ed io con le mie parole cercheremo di raccontare un percorso attraverso suggestioni, sapori, atmosfere, emozioni.

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Il ritorno di Corto Maltese, intervista a Marco Steiner

Il ritorno di Corto Maltese, intervista a Marco Steiner

L’intervista di Emiliano Ventura, pubblicata sul n.26 (marzo/aprile 2016) della rivista Sbam! Comics.

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Un articolo… come un romanzo

Un articolo… come un romanzo

Questa non è la recensione di un libro, è un’analisi del mio percorso letterario e una cosa del genere scritta da Gianni Brunoro, l’autore di un libro su Corto considerato un Cult, non solo è un grande onore, ma l’articolo stesso è “Come un romanzo”.
[Image credit: Vincenzo Cascone]

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Itinerari alla Corto: Marco Steiner & Marco D’Anna

Itinerari alla Corto: Marco Steiner & Marco D’Anna

Per un periodo della mia vita ho avuto la fortuna di assistere alla nascita delle storie che Hugo Pratt disegnava, poi, per sette anni, in compagnia di Marco D’Anna siamo andati in giro per il mondo per seguire le tracce del suo eroe, Corto Maltese

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Sulla rotta di Corto: intervista a Marco Steiner

Sulla rotta di Corto: intervista a Marco Steiner

Il 20 luglio scorso a Scicli una lunga chiacchierata con Laura Scarpa si è trasformata in un articolo, per il numero 99 di Scuola di Fumetto, che oggi voglio condividere interamente, sia in italiano che in inglese, con tutti gli amici e compagni di viaggio.

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The Stone Crow (Il Corvo di Pietra)

Marco Steiner interview by Cristina Mesturini, FuoriAsse

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Viaggio (lento) in Sicilia

Di che si tratta

Nel 1885 Guy de Maupassant nel suo “Viaggio in Sicilia” scriveva così:

La Sicilia è il paese delle arance, del suolo fiorito la cui aria, in primavera, è tutto un profumo… Ma quel che ne fa una terra necessaria a vedersi e unica al mondo, è il fatto che da un’estremità all’altra, essa si può definire uno strano e divino museo di architettura. (da Viaggio in Sicilia, 1885)

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